Piacere, Filippo!
- Filippo Reggiani

- 29 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 3 gen
Leggo libri in latino perché sono vecchio dentro. Penso che la frase più esplicativa della mia persona sia questa, non tanto per il fattore latino, ma per il vecchiume dentro di me. Sono presidente di una associazione di nome Institutum ligusticum latinitatis, figurarsi.

Mi piace la poesia, lavoro con i libri, abiterei in una biblioteca se potessi. Provo comunque a mantenere vivi i miei 25 anni: vado a ballare, ascolto musica, e soprattutto amo il mio lavoro, cioè insegnare.
Chi mi conosce, direbbe di me che sono abbastanza incoerente, o forse caotico, in sostanza un miscuglio di passioni contrastanti, dissidi interiori e ossimori del tutto visibili, e credo che non sia sbagliato essere tante cose, anche in contraddizione fra loro, nutrire molteplici aspetti della propria vita.
Quindi eccomi qui a condurre un festival culturale; eccomi, tra una città e l'altra, a presentare i miei figli, che, come me, sono una chimera di sensazioni, di desideri di sentirsi apprezzato per come si è, di volontà di essere qualcuno che non si è.

I miei libri
De Culpabili Amore
e Gioie e Lamenti di un Cantastorie
sono questo: versi che urlano emozioni, ma con un grido composto, metrico; parole che desiderano fare rumore, ma che invece creano silenzio.
Non nego che i due libri abbiano ottenuto riconoscimenti, come il premio Habere Artem, il premio Dante, premio Letteratura, Ossi di Seppia, il premio poesia del Say Fest Fano, e anche altri, ma questo elenco non deve esprimere un merito o una presunta autorevolezza, quanto piuttosto la voglia di mettersi in gioco, di gettarsi nelle mani di un pubblico che non si consosce.
Spero di essermi presentato a dovere, mostrando una piccola parte della confusione che alberga dentro di me, e che tuttavia mi spinge a creare sempre qualcosa di nuovo, e, soprattutto, a ricercare nel mondo la bellezza, non perché io sia un esteta, ma per poterla raccontare.





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