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Un impegno: la cultura

Fiera del libro: piccola e media editoria

I visitatori del festival, entrando nel Polo Culturale Il Pico, assistono ad un tripudio di libri, una miriade di storie raccontate da coloro che della passione per la cultura hanno fatto un mestiere.

Il Cantastorie Festival ospita nella propria magica cornice molteplici case editrici, provenienti da tutta Italia, così da valorizzare tanto gli sforzi del mondo dell'editoria quanto le singole storie dei libri in esposizione.

In collaborazione con diverse associazioni del territorio vengono, inoltre, proposte al pubblico presentazioni di libri, conferenze e attività didattiche: i racconti e le poesie delle singole case editrici trovano così linfa nuova all'interno di spazi prima sconosciuti.

In un’epoca segnata dalla rapidità del consumo culturale e dalla frammentazione dell’attenzione, la fiera del libro continua a rappresentare uno degli ultimi luoghi in cui la parola scritta si manifesta come atto pubblico, come gesto di incontro e di responsabilità. Non si tratta soltanto di un mercato editoriale, ma di uno spazio simbolico e concreto in cui il libro torna a essere ciò che è sempre stato nella storia europea: strumento di trasmissione del sapere, veicolo di memoria, fondamento del dialogo civile.

La fiera del libro che si inserisce nel Cantastorie Festival di Mirandola, ideato e organizzato da Filippo Reggiani, nasce precisamente da questa consapevolezza. Non come evento accessorio, ma come cuore pulsante di una riflessione più ampia sulla narrazione, sulla poesia e sulla parola detta e scritta, in continuità con una tradizione che affonda le proprie radici nel Medioevo e nel primo Rinascimento.

Nel mondo medievale il libro non era mai un oggetto neutro. Era raro, prezioso, spesso collettivo. Attorno ad esso si costruivano comunità di studio, di ascolto, di interpretazione. Come ricorda Isidoro di Siviglia nelle Etymologiae:
Sine litteris, mors est memoriae” — senza le lettere, la memoria muore.
La fiera del libro, in questa prospettiva, non è che una forma moderna di quella stessa custodia della memoria, un luogo in cui editori, autori e lettori partecipano a un medesimo patto culturale.

All’interno del Cantastorie Festival, la fiera assume una fisionomia particolare. Non è soltanto esposizione, ma dialogo. I libri convivono con la poesia orale, con la musica, con la parola performativa, ricomponendo quella frattura moderna tra testo e voce che la cultura medievale non aveva mai conosciuto.

Del resto, come ammoniva Ugo di San Vittore,
Omnia disce: videbis postea nihil esse superfluum” — impara tutto, vedrai poi che nulla è superfluo.

 

In questo senso, Mirandola — città di Pico e della grande tradizione umanistica — ritrova, attraverso il Cantastorie Festival, una vocazione storica: quella di essere crocevia di saperi, spazio in cui la cultura non è ornamento, ma esercizio critico e responsabilità collettiva. La fiera del libro si configura allora come una piazza del pensiero, in cui la pluralità delle voci editoriali non produce dispersione, ma ricchezza.

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In un tempo che tende a ridurre il libro a prodotto e la lettura a consumo, iniziative come questa riaffermano una verità semplice e radicale: la cultura è un atto condiviso, e la fiera del libro, quando è pensata con rigore e visione, resta uno dei suoi strumenti più alti.

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Filippo Reggiani

Teatro Musica Poesia

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Nelle serate di Festival si alternano vari spettacoli teatrali, perché essi siano di ispirazione per il pubblico, perché lo diverta, perché lo istruisca, perché lo commuova. Ecco il teatro sul palco del Cantastorie Festival: esibizioni culturali, di varia natura, ma che non cadono nel grottesco, ma anzi, possono commuovere e allo stesso tempo divertire lo spettatore. 

La musica è protagonista della vita di ognuno di noi, e così è anche parte delle esibizioni serali del Cantastorie Festival. Gli artisti scelti sono tanto locali quanto nazionali, tutti con una storia da raccontare, tutti con emozioni da esprimere e note e voce con cui farlo.​

Il Cantastorie Festival ospita nelle proprie serate alcuni poeti, che deliziano il pubblico con le proprie letture, con quelle parole che contengono infiniti sentimenti. In quei versi ognuno di noi può vedersi e immedesimarsi: è questa la forza della poesia. La poesia del resto non è altro che espressione di bellezza, e come scrive il dottor De Pascale  nella prefazione del libro Gioie e Lamenti di un Cantastorie "la nostra società ha un disperato bisogno di bellezza"

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"La nostra società ha un disperato bisogno di bellezza"

"Quis in igne positus igne non uratur

Francesco de Pascale, nella prefazione de Gioie e Lamenti di un Cantastorie

Archipoeta, Carmina Burana, carmen 191 Estuans intrinsecus

Piazza Giuseppe Garibaldi, 15, 41037 Mirandola (MO), Italia

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